Il pogrom (termine russo che significa "massacro") avvenuto in Germania nella notte tra il 9 e il 10 novembre 1938, che gli storici hanno denominato Kristallnacht ("notte dei cristalli"), provocò l'uccisione, nelle principali città della Germania, di circa 90 ebrei. Circa 20.000 ebrei vennero arrestati e immediatamente deportati nei Lager, con l'accusa di avere "provocato" le violenze naziste. 101 sinagoghe vennero incendiate e, di queste, 66 vennero completamente distrutte.
7500 negozi e 50 magazzini di proprietà di ebrei vennero saccheggiati e distrutti; secondo le stime delle compagnie di assicurazione, nella notte tra il 9 e il 10 novembre venne distrutto un numero di vetrine di negozi appartenenti ad ebrei corrispondente a due anni di produzione belga (il Belgio era, in Europa, l'unico Paese in cui venivano prodotti cristalli speciali per vetrine).
Dei responsabili delle violenze, tutti appartenenti alle SS, soltanto 2 vennero sottoposti a processo, in quanto responsabili di strupri nei confronti di donne ebree: vennero processati non per avere esercitato violenza sulle donne stuprate, ma, in base alle Leggi di Norimberga, per avere contaminato la razza ariana, essendo le vittime degli stupri ebree.
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